mercoledì 15 aprile 2026

Il fondo originario

(Panteon vedico. Foto dal web)
Esiste un fondo originario alla base di ogni fede e religione. Un fondo che è la presenza di Dio, con qualunque nome lo si voglia chiamare. Dio che forma e informa ogni nostro bisogno di lui: il ‘luogo’ di Dio, Dio stesso.
Da questo fondo originario l’uomo ha da sempre attinto ciò di cui ha bisogno per placare la sua sete di trascendenza, il suo anelito ad una libertà assoluta.
Nel momento in cui l’uomo ha trovato questa sorgente, l’ha assimilata con i propri canoni culturali e sociali, facendone una fede espressa in una religione.
Per questo motivo ogni fede e ogni religione hanno ragione d’esistere. Ma non hanno alcun motivo di impadronirsi di quel fondo originario, proclamando che il loro modo di esprimerlo (i loro riti, le loro scritture...) è l’unico, il definitivo, il perfetto.
Per questo motivo, ancora, il più grande traviamento ed errore di ogni fede e religione è il suo volersi proclamare unica e indefettibile e, ancor più, il pretendere di convertire alle proprie idee credenti di altre fedi e di altre religioni.
A ragione Krishnamurti disse: “Nel momento in cui segui qualcuno, smetti di seguire la verità”. E un maestro zen insegnò: “Se incontri il Buddha per la strada, uccidilo!”. L’induismo, poi, non ha un solo libro sacro o un unico profeta…
La verità sta solo ed esclusivamente in quel fondo originario, ed è la verità che ci “farà liberi”, non le parole di chi la propone o il modo il cui la celebriamo.

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