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sabato 9 maggio 2026

Cambiare paradigma

(Foto dal web)
 Siamo abituati a pensare ogni cosa a partire dal nostro vissuto culturale e sociale,
anche quando ci interroghiamo e riflettiamo su ciò che riguarda quella parte di noi che chiamiamo ‘spirituale’.
E quindi siamo portati sempre a paragonare le nostre credenze ad altre diverse dalle nostre. Questo sia quando mettiamo a confronto ciò in cui crediamo all’interno delle religioni cristiane (se siamo cristiani), sia quando, a maggior ragione, paragoniamo i pilastri della nostra fede con i punti principali, i riti e le credenze di religioni e fedi molto lontani dal nostro modo di vivere e vedere.
Ecco allora che paragonerò un culto evangelico o riformato ad una messa cattolica; una meditazione sulla Bibbia ad una di derivazione buddista; un modo di intendere ‘Dio Uno e Trino’ con quello di un induista o di un monaco sufi.
Mi troverò, insomma, sempre io da una parte e gli altri dall’altra. Questo paragonare continuo mi terrà sempre impegnato in un confronto ininterrotto, perdendo di vista quello che dovrebbe essere, invece, il punto essenziale: la ricerca della divinità, del mio rapporto con essa.
Per superare l'abitudine di interpretare la spiritualità esclusivamente attraverso i nostri filtri culturali e sociali, è necessario un cambio di paradigma.
Non più un confronto sterile tra dogmi, fedi e riti diversi, un processo che finisce per creare quella barriera tra noi e gli altri di cui ho detto sopra, ma il puntare al vero obiettivo: la ricerca di Dio e di un rapporto diretto con la divinità.
Iniziamo a cercare Colui che esiste al di là di come finora è stato espresso dalle culture umane.
Cerco di spiegarmi con un esempio che lascerà certamente il tempo che trova, anche perché i termini ‘acqua’, ‘fiume’, bagnare’ sono espressione della mia cultura occidentale, e cristiana in particolare.
Dobbiamo andare alla ricerca di Colui che è come un fiume sotterraneo che tutto vivifica e che noi possiamo conoscere solo perché bagna anche noi e, bagnandoci, trasforma la nostra vita.
Dobbiamo cercare quel Fondo che tutto abbraccia e da cui tutto deriva, che non ha tempo e non vive in uno spazio.
Quell’oceano di cui noi siamo una goccia, uniti in modo indistinguibile.
Uniti a Lui come un fossile vive nella sua ambra.
Solo dopo aver vissuto quest’esperienza potremo dire che il modo di esprimere questa nostra fede sarà ‘vera’, non perché avremo aderito ad un rito collettivo, ma perché l’espressione esteriore della nostra esperienza trasformante coinciderà con l’esperienza stessa.

(continua...)

Apri la mia porta

 
 
Apri la mia porta. 
Dirigi la tua luce
in fondo al mio cuore
e uniscimi a te,
forte come l'ambra e il suo fossile.
Fammi diventare
UNO con te,
come la goccia di pioggia
e l'oceano.
Indistinguibili.

lunedì 20 aprile 2026

Giovanni Taulero

(foto dal web)
"In questo luogo segreto, che è il fondo dell’anima, lo spirito creato è riportato nel suo
stato increato in cui è eternamente stato prima che fosse creato. E si riconosce Dio in Dio, ma se stesso come creatura ed essere creato".


“Nel silenzio più profondo di noi stessi brilla la parte che nessuna crisi può ferire: imparare ad abitarla è la vera libertà.”


(Giovanni Taulero, 1300-1361)

mercoledì 15 aprile 2026

Chiesa o Anima?

(foto dal web)
La Chiesa (ecclesia: assemblea) è una comunità di credenti che si è data nel tempo dei paletti (i dogmi) che la individuano e la separano dal resto del mondo. La vita di ogni persona inserita in una chiesa rimarrà per sempre inclusa in una via già tracciata da altri nel tempo; conservata da altri nel presente; perché altri, nel futuro, la possano percorre così come è stata tracciata. 
L’anima dell’uomo, invece, è la scintilla divina, incarnata, che trascorre la vita (e le vite) a camminare, in modo individuale, costantemente rivolta al ritorno verso la fonte originaria; verso l’essenza di ogni fede e di ogni religione; verso l’esperienza senza tempo e senza spazio da cui tutto deriva e a cui tutto tende; alla ricerca della realtà che rende possibile il mondo stesso. Verso Dio. 
Questo suo cammino la porta ad entrare in contatto, attraverso immagini (giacché nessuno può vedere Dio e rimanere vivo: Gen 32,30. Cioè la vita umana così com’è, nella sua carne, non è in grado di giungere alla conoscenza dell’Assoluto, deve prima ‘morire’) con la realtà divina, per permettere alla realtà misteriosa del divino di diventare comprensibile alla limitata mente umana.

Sul Congregazionalismo

(immagine dello stemma delle CCPI) Penso che la forma migliore, più ‘democratica’ e semplice di struttura di una comunità cristiana sia quel...