Dai precedenti post pubblicati, potrebbe sembrare che io non dia importanza al corpo, anzi che lo consideri un ostacolo al progresso dell’anima.
(foto dal web)
Tutt’altro!
Io penso che il corpo sia la forma che l’anima assume quando diventa energia nello spazio e nel tempo; quando si concretizza per entrare in diretto contatto con altre anime in un determinato posto e in un determinato momento storico.
Questo permette all’anima di fare quelle esperienze che le rendono possibile comparare ciò che ella trova in sé come fondo con il quale il Fondo Originario, che è Dio, si fonde, e la realtà spazio temporale in cui si trova a vivere. Se l’anima ha esperienza di una Realtà incontaminata, pura, vera (nel senso di ‘corrispondente alla retta essenza’) ha la possibilità di confrontare questa Realtà con una realtà distorta dai vizi dello spazio tempo. E questa possibilità di confronto le permette di porre le basi per un’azione di ‘rettifica’ della realtà umana (il lavoro spirituale). Tornando, come faccio sempre, all’esempio presente nelle Scritture Sacre cristiane: l’uomo vive nel mondo, ma non è del mondo. E questo mondo in cui vive deve contribuire a cambiare.
E ancora, per citare un maestro sufi: possiamo fare nella nostra meditazione i più belli e santi voli dell’anima, ma se non li confrontiamo con la realtà in cui viviamo, essi non hanno fondamento; sono truffe mistiche che stuzzicano la nostra vanità spirituale, aggiungo io.
Sto facendo con voi un viaggio che non è concluso, ma che si arricchisce ogni volta di una nuova tappa; ecco anche perché a volte sembra che i miei post si contraddicono: in realtà sto facendo un percorso e di volta in volta mi sembra di salire un gradino.
Piuttosto la domanda che tutto questo ragionamento mi lascia (e che io lascio a voi) è un’altra: esiste un’anima (individuale) che via via si reincarna per un processo continuo di purificazione? O esiste, invece, un’unica Anima del Mondo che continuamente si individualizza lì dove ci sono le condizioni perché la coscienza si manifesti?
Siete invitati a dare il vostro contributo, con la consapevolezza che le nostre risposte sono comunque parziali fino a che non ci uniremo nuovamente al Fondo Originario che tutto conosce perché tutto ha posto in essere.
Grazie.
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venerdì 5 giugno 2026
Anima individuale o Anima del Mondo?
lunedì 16 marzo 2026
La religione (non) serve
La religione (non) serve.
La religione serve quando entrando in te stesso, capisci che la tua vita non è fatto solo di scendere da un letto, salire su un bus e andare a lavorare; di mangiare e guardare la tv; di subire passivamente una passeggiata al parco con la testa piena di pensieri.
La religione serve quando inizi un cammino spirituale.
Quando capisci che quello che vedi e tocchi non è tutto lì, ma entra in contatto con te in modo diverso, che nessuno ti ha mai spiegato.
Quando capisci che non sei solo un corpo, ma c’è in te qualcosa di più, qualcosa che sei lì lì per afferrare ma ti sfugge, è sempre un passo più in là.
Allora la religione serve perché, attraverso segni e simboli, riti da compiere e cose da fare, parla ai tuoi sensi e attraverso essi ti apre porte che non conoscevi.
Come un bimbo che inizia a sentire i suoni e a capire da dove provengono, a toccare le cose e a capire se sono morbide o dure. E c’è bisogno di una mamma che ti aiuta, di un maestro che spiega.
La religione parla la lingua della tua cultura e della tua psiche.
La religione ti può indicare una statua di Shiva o ti fa recitare un mantra o un rosario; la religione ti mette davanti un libro sacro in cui scoprire una storia con un significato diverso dal solito, con personaggi che cominciano a parlare al tuo cuore e alla tua anima.
La tua anima.
La religione ti dice che quella ‘cosa’ che disturba la tua quotidianità vuota e fredda, si chiama ‘anima’ e che in quel posto, finora sconosciuto, puoi incontrare te stesso, gli altri, un Altro.
La religione è un dizionario, in cui alcune parole che sentivi dentro di te cominciano a prendere forma e d avere un significato; grazie al quale scopri che sei più di una mano che apre una porta e di un piede che ti porta al parco.
Allora, davanti a questa autostrada che si è aperta davanti a te, ti butti a capo fitto, e prendi a correre.
D’un tratto però, in questa corsa, scopri che hai bisogno di più spazio, di più libertà, che c’è qualcosa che ti trattiene, come un elastico, e non ti fa procedere speditamente.
Hai preso coscienza di te stesso, intravedi un mondo in cui sei uno e contemporaneamente una moltitudine. Capisci, e senti, di essere una goccia nell’oceano del tutto, nell’universo; e capisci di essere una goccia proprio perché vieni da quell’oceano.
In questo momento la religione non serve più.
Anzi diventa una catena, che ti tiene legato ai suoi riti sciamanici, ai suoi mantra buddisti, ai suoi rosari cattolici, alle sue statue di Shiva, ai suoi corani di ogni religione. Non hai più bisogno di un segno o di un simbolo per sentire la tua anima che parla, che cammina sulle strade dell’infinito, che vuole riunirsi all’oceano della vita.
La tua anima che ha convinto i tuoi sensi ad esplorare nuove strade, ad avere il coraggio di volersi perdere nei suoni della natura, nell’energia del mare e degli alberi. La tua anima che ti invoglia a sentire la vitalità e la forza di altre anime che finora avevi solo sfiorato e intuito attraverso i corpi delle persone che ti passavano accanto.
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