martedì 12 maggio 2026

Omraam Mikhaël Aïvanhov - Vita e Spiritualità

(foto dal web)
“Un pomeriggio, un vecchio indiano Cherokee raccontò al suo nipotino della battaglia che avviene dentro le persone:
“Figlio mio, la battaglia è fra i due lupi che esistono in noi. Uno è cattivo... È la collera, l’invidia, la gelosia, la tristezza, la paura, la cupidigia, l’arroganza, la colpabilità, il risentimento, la menzogna…L’altro è buono… È la gioia, l’amore, la speranza, la serenità, l’umanità, la bontà, la benevolenza, l’empatia, la generosità, la verità, la compassione e la fede.”
Il piccolo dopo avere riflettuto un momento chiese al nonno:
“E qual è il lupo che vince?”
Il vecchio Cherokee rispose semplicemente:
“Quello che nutri di più.”

Questa breve favola ci introduce al pensiero di Omraam Mikhaël Aïvanhov (vero nome di Mihail Dimitrov Ivanov) che è stato un filosofo e pedagogo bulgaro, la cui vita è stata dedicata alla diffusione di un insegnamento spirituale e universalista.
Omraam nasce in Bulgaria 31 gennaio 1900 da una famiglia di condizioni modeste. Nel 1909 legge nella Bibbia il Libro dei Proverbi e questo segna l'inizio del suo sviluppo spirituale.
A 17 anni incontra il Maestro Peter Deunov, fondatore nel 1922 della cosiddetta "Scuola spirituale bulgara" e con lui inizia a insegnare e praticare il suo insegnamento esoterico cristiano.
Nel 1937, Deunov lo invia in Francia per proteggere la sua opera dal regime filonazista bulgaro e favorirne la diffusione in Occidente.
Qui Omraam fonda la sua “Scuola Iniziatica” e inizia a tenere conferenze e a pubblicarle. Tutto il suo insegnamento sarà tenuto attraverso le conferenze.
Nel 1959 parte per l'India dove incontra diversi maestri spirituali; nel 1960 ritorna in Francia e qui comincia ad essere considerato un ‘maestro’; vi muore il 25 dicembre 1986.
Il nome Omraam, da lui assunto, potrebbe essere composto dalle due sillabe sacre 𝑶𝒎, il suono primordiale, l'assoluto, lo spirito che dissolve gli ostacoli e 𝑹𝒂𝒂𝒎, un mantra legato all'energia solare e al fuoco spirituale che si costruisce e realizza nella materia.

𝐋’𝐢𝐧𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐎𝐦𝐫𝐚𝐚𝐦 (filosofia solare) 𝒔𝒊 𝒇𝒐𝒏𝒅𝒂 𝒔𝒖 𝒂𝒍𝒄𝒖𝒏𝒊 𝒑𝒖𝒏𝒕𝒊 𝒄𝒉𝒆 𝒎𝒊𝒓𝒂𝒏𝒐 𝒂𝒍𝒍'𝒆𝒗𝒐𝒍𝒖𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒄𝒐𝒔𝒄𝒊𝒆𝒏𝒛𝒂 𝒆 𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒕𝒓𝒂𝒔𝒇𝒐𝒓𝒎𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍'𝒆𝒔𝒔𝒆𝒓𝒆 𝒖𝒎𝒂𝒏𝒐 𝒊𝒏 𝒖𝒏 “𝒆𝒔𝒔𝒆𝒓𝒆 𝒔𝒐𝒍𝒂𝒓𝒆”.
𝑰𝒍 𝒍𝒂𝒗𝒐𝒓𝒐 𝒄𝒐𝒏 𝒍𝒂 𝒍𝒖𝒄𝒆 è considerato fondamentale per la purificazione e l'illuminazione dell'individuo.
Omraam propone una "pedagogia divina" fatta di metodi concreti applicabili alla vita quotidiana per favorire il perfezionamento interiore.
Tra questi c’è 𝒍𝒂 𝑹𝒆𝒔𝒑𝒊𝒓𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆, che viene vista come un 𝒑𝒐𝒏𝒕𝒆 essenziale 𝒕𝒓𝒂 𝒄𝒐𝒓𝒑𝒐, 𝒂𝒏𝒊𝒎𝒂 𝒆 𝒔𝒑𝒊𝒓𝒊𝒕𝒐, perché con essa l'individuo possa accrescere la propria vitalità e spiritualità.
Importante è la distinzione tra Lavoro Spirituale e Lavoro Materiale, con il primo capace di generare risultati invisibili ma duraturi come pace e armonia, rispetto al secondo che resta limitato.
Infine ha un posto di primo piano nel suo pensiero il 𝒍𝒆𝒈𝒂𝒎𝒆 𝒄𝒐𝒏 𝒍𝒂 𝒏𝒂𝒕𝒖𝒓𝒂: 𝑠𝑢𝑝𝑝𝑜𝑟𝑡𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑖𝑙 𝑝𝑒𝑟𝑓𝑒𝑧𝑖𝑜𝑛𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑖𝑜𝑟𝑒 𝑒 𝑙'𝑒𝑣𝑜𝑙𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑐𝑜𝑠𝑐𝑖𝑒𝑛𝑧𝑎.
𝐋’𝐞𝐫𝐞𝐝𝐢𝐭𝐚̀ 𝐩𝐫𝐢𝐧𝐜𝐢𝐩𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐚𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 è una 𝒔𝒄𝒖𝒐𝒍𝒂 𝒔𝒑𝒊𝒓𝒊𝒕𝒖𝒂𝒍𝒆 𝒆 𝒊𝒏𝒊𝒛𝒊𝒂𝒕𝒊𝒄𝒂 chiamata “𝐹𝑟𝑎𝑡𝑒𝑙𝑙𝑎𝑛𝑧𝑎 𝐵𝑖𝑎𝑛𝑐𝑎 𝑈𝑛𝑖𝑣𝑒𝑟𝑠𝑎𝑙𝑒”, che promuovela connessione tra tutti gli esseri viventi e la diffusione di principi universali di armonia.
𝑶𝒃𝒊𝒆𝒕𝒕𝒊𝒗𝒐 𝒑𝒓𝒊𝒎𝒂𝒓𝒊𝒐 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒔𝒄𝒖𝒐𝒍𝒂 è la formazione di una coscienza di fratellanza universale e di unità tra tutti i popoli della Terra.
Questo ideale si basa sulla convinzione che esista una connessione profonda tra tutti gli esseri viventi che porta al rispetto delle tradizioni e delle fedi religiose di ogni popolo, inserendosi in un filone spiritualista giudaico-cristiano e universalista.
La Fratellanza è una scuola aperta a tutti, il cui scopo è l'apprendimento e la pratica concreta dei valori di fraternità nella vita quotidiana; essa si basa sulla "𝑺𝒄𝒊𝒆𝒏𝒛𝒂 𝑰𝒏𝒊𝒛𝒊𝒂𝒕ic𝒂", che è lo strumento per generare risultati invisibili ma reali, come pace, armonia e luce, elevando la vita spirituale dell'individuo affinché possa riflettere i principi divini nella materia.
Omraam ha arricchito questo percorso con numerosi metodi come lo yoga del sole e quello della nutrizione.

(post già pubblicato nel gruppo WA "Scintille di Saggezza")

L'anima e l'Oceano Divino

(foto dal web)
La (nostra) anima vive come goccia completamente immersa nell’Oceano Divino,
senza distinzione, senza nome, fino a quando il Divino non ci instilla in un corpo; e solo allora diventiamo gli uomini che siamo qui e ora, prendiamo una identità. Per questo la spiritualità e il misticismo vanno vissuti in modo assolutamente pratico, senza voli pindarici, metafisici. Noi siamo coloro che danno all'anima la possibilità di fare ancora un pezzo di cammino e da lei ricevono il significato di questa incarnazione.

sabato 9 maggio 2026

Cambiare paradigma

(Foto dal web)
 Siamo abituati a pensare ogni cosa a partire dal nostro vissuto culturale e sociale,
anche quando ci interroghiamo e riflettiamo su ciò che riguarda quella parte di noi che chiamiamo ‘spirituale’.
E quindi siamo portati sempre a paragonare le nostre credenze ad altre diverse dalle nostre. Questo sia quando mettiamo a confronto ciò in cui crediamo all’interno delle religioni cristiane (se siamo cristiani), sia quando, a maggior ragione, paragoniamo i pilastri della nostra fede con i punti principali, i riti e le credenze di religioni e fedi molto lontani dal nostro modo di vivere e vedere.
Ecco allora che paragonerò un culto evangelico o riformato ad una messa cattolica; una meditazione sulla Bibbia ad una di derivazione buddista; un modo di intendere ‘Dio Uno e Trino’ con quello di un induista o di un monaco sufi.
Mi troverò, insomma, sempre io da una parte e gli altri dall’altra. Questo paragonare continuo mi terrà sempre impegnato in un confronto ininterrotto, perdendo di vista quello che dovrebbe essere, invece, il punto essenziale: la ricerca della divinità, del mio rapporto con essa.
Per superare l'abitudine di interpretare la spiritualità esclusivamente attraverso i nostri filtri culturali e sociali, è necessario un cambio di paradigma.
Non più un confronto sterile tra dogmi, fedi e riti diversi, un processo che finisce per creare quella barriera tra noi e gli altri di cui ho detto sopra, ma il puntare al vero obiettivo: la ricerca di Dio e di un rapporto diretto con la divinità.
Iniziamo a cercare Colui che esiste al di là di come finora è stato espresso dalle culture umane.
Cerco di spiegarmi con un esempio che lascerà certamente il tempo che trova, anche perché i termini ‘acqua’, ‘fiume’, bagnare’ sono espressione della mia cultura occidentale, e cristiana in particolare.
Dobbiamo andare alla ricerca di Colui che è come un fiume sotterraneo che tutto vivifica e che noi possiamo conoscere solo perché bagna anche noi e, bagnandoci, trasforma la nostra vita.
Dobbiamo cercare quel Fondo che tutto abbraccia e da cui tutto deriva, che non ha tempo e non vive in uno spazio.
Quell’oceano di cui noi siamo una goccia, uniti in modo indistinguibile.
Uniti a Lui come un fossile vive nella sua ambra.
Solo dopo aver vissuto quest’esperienza potremo dire che il modo di esprimere questa nostra fede sarà ‘vera’, non perché avremo aderito ad un rito collettivo, ma perché l’espressione esteriore della nostra esperienza trasformante coinciderà con l’esperienza stessa.

(continua...)

Apri la mia porta

 
 
Apri la mia porta. 
Dirigi la tua luce
in fondo al mio cuore
e uniscimi a te,
forte come l'ambra e il suo fossile.
Fammi diventare
UNO con te,
come la goccia di pioggia
e l'oceano.
Indistinguibili.

Omraam Mikhaël Aïvanhov - Vita e Spiritualità

(foto dal web) “Un pomeriggio, un vecchio indiano Cherokee raccontò al suo nipotino della battaglia che avviene dentro le persone: “Figlio m...