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martedì 12 maggio 2026

L'anima e l'Oceano Divino

(foto dal web)
La (nostra) anima vive come goccia completamente immersa nell’Oceano Divino,
senza distinzione, senza nome, fino a quando il Divino non ci instilla in un corpo; e solo allora diventiamo gli uomini che siamo qui e ora, prendiamo una identità. Per questo la spiritualità e il misticismo vanno vissuti in modo assolutamente pratico, senza voli pindarici, metafisici. Noi siamo coloro che danno all'anima la possibilità di fare ancora un pezzo di cammino e da lei ricevono il significato di questa incarnazione.

sabato 9 maggio 2026

Cambiare paradigma

(Foto dal web)
 Siamo abituati a pensare ogni cosa a partire dal nostro vissuto culturale e sociale,
anche quando ci interroghiamo e riflettiamo su ciò che riguarda quella parte di noi che chiamiamo ‘spirituale’.
E quindi siamo portati sempre a paragonare le nostre credenze ad altre diverse dalle nostre. Questo sia quando mettiamo a confronto ciò in cui crediamo all’interno delle religioni cristiane (se siamo cristiani), sia quando, a maggior ragione, paragoniamo i pilastri della nostra fede con i punti principali, i riti e le credenze di religioni e fedi molto lontani dal nostro modo di vivere e vedere.
Ecco allora che paragonerò un culto evangelico o riformato ad una messa cattolica; una meditazione sulla Bibbia ad una di derivazione buddista; un modo di intendere ‘Dio Uno e Trino’ con quello di un induista o di un monaco sufi.
Mi troverò, insomma, sempre io da una parte e gli altri dall’altra. Questo paragonare continuo mi terrà sempre impegnato in un confronto ininterrotto, perdendo di vista quello che dovrebbe essere, invece, il punto essenziale: la ricerca della divinità, del mio rapporto con essa.
Per superare l'abitudine di interpretare la spiritualità esclusivamente attraverso i nostri filtri culturali e sociali, è necessario un cambio di paradigma.
Non più un confronto sterile tra dogmi, fedi e riti diversi, un processo che finisce per creare quella barriera tra noi e gli altri di cui ho detto sopra, ma il puntare al vero obiettivo: la ricerca di Dio e di un rapporto diretto con la divinità.
Iniziamo a cercare Colui che esiste al di là di come finora è stato espresso dalle culture umane.
Cerco di spiegarmi con un esempio che lascerà certamente il tempo che trova, anche perché i termini ‘acqua’, ‘fiume’, bagnare’ sono espressione della mia cultura occidentale, e cristiana in particolare.
Dobbiamo andare alla ricerca di Colui che è come un fiume sotterraneo che tutto vivifica e che noi possiamo conoscere solo perché bagna anche noi e, bagnandoci, trasforma la nostra vita.
Dobbiamo cercare quel Fondo che tutto abbraccia e da cui tutto deriva, che non ha tempo e non vive in uno spazio.
Quell’oceano di cui noi siamo una goccia, uniti in modo indistinguibile.
Uniti a Lui come un fossile vive nella sua ambra.
Solo dopo aver vissuto quest’esperienza potremo dire che il modo di esprimere questa nostra fede sarà ‘vera’, non perché avremo aderito ad un rito collettivo, ma perché l’espressione esteriore della nostra esperienza trasformante coinciderà con l’esperienza stessa.

(continua...)

Apri la mia porta

 
 
Apri la mia porta. 
Dirigi la tua luce
in fondo al mio cuore
e uniscimi a te,
forte come l'ambra e il suo fossile.
Fammi diventare
UNO con te,
come la goccia di pioggia
e l'oceano.
Indistinguibili.

giovedì 23 aprile 2026

CRISTIANESIMO GNOSTICO E BUDDISMO

(foto dal web)
La gnosi e il buddismo condividono radici sapienziali profonde, basate su un nucleo di insegnamenti
che si potrebbe definire identico.

L'Illuminazione, come concetto centrale.
Ciò che i buddisti chiamano Bodhi (l'illuminazione raggiunta dal Buddha sotto l'albero della Bodhi) corrisponde esattamente a ciò che la tradizione gnostica chiama gnosi o illuminazione. Sono entrambe un "salto" di coscienza, una luce che appare alla psiche non dopo un ragionamento, ma come esperienza diretta.

Superamento dell'illusione della separazione.
Cristianesimo gnostico e Buddismo hanno l'obiettivo comune di superare l'idea che l'individuo sia un'entità separata dal resto del Tutto. Sia la gnosi che il buddismo mirano a sciogliere l'illusione dell'ego per riconoscere l'unità della realtà.

Identità degli insegnamenti.
I detti (loghia) di Cristo, presenti nei testi gnostici, comparati con i detti del Buddha, svelano che l'insegnamento di fondo è lo stesso: entrambi indicano una "via" o una "strada" per raggiungere un benessere che è sia individuale che collettivo.

Figure simboliche e storiche.
Sia Cristo che il Buddha sono personaggi di cui è difficile provare con certezza l’esistenza storica, ma che acquistano valore soprattutto nel loro messaggio simbolico e nella loro capacità di incarnare uno stato di coscienza o di visione delle cose che ogni essere umano può seguire.

Matrice psichica universale.
Tutte queste somiglianze derivano dal fatto che sia il cristianesimo gnostico che il buddismo attingono alla psiche profonda dell'uomo e a strutture universali (gli archetipi junghiani) che l'umanità ha sempre conosciuto, indipendentemente dalla cultura di appartenenza.

La gnosi cristiana, allora, non è un'invenzione greca (vedi i cosiddetti ‘vangeli gnostici’), ma il nome che in occidente diamo ad una struttura sapienziale universale già presente in forme simili in tradizioni molto più antiche come appunto il buddismo (e l'induismo vedico).

mercoledì 22 aprile 2026

Cos'hanno in comune cristianesimo (gnostico) e Taoismo

(foto dal web: Vatican News)
Cristianesimo gnostico e taoismo si inseriscono in una visione del mondo definita "sapienziale" e "non duale", comune alle grandi tradizioni antiche dell'umanità e condividono alcuni punti essenziali.
Già la figura del fondatore del Taoismo, Lao-tsé, viene accostato a figure come il Buddha e Cristo, personaggi di cui è difficile distinguere la dimensione storica da quella simbolica. Ciò che conta, tuttavia, è l'insegnamento che i tre fondatori hanno trasmesso.
La "Via" come insegnamento. Cristo afferma: "Io sono la via, la verità e la vita", dove "seguire me" è un invito a "seguire la vita" stessa. Questo concetto di una "strada" o "via" per arrivare a un benessere individuale e collettivo è l'elemento centrale che accomuna il messaggio del cristianesimo, del taoismo e del buddismo.
Una visione Non-Duale. La gnosi cristiana propone una visione in cui il divino non è separato dal mondo, ma coincide con la natura e con la realtà stessa. Il principio del cristianesimo gnostico: "fare del due uno", invita a superare la percezione della separazione per riconoscere l'unità fondamentale del tutto. Il Taosimo mira anch’esso a superare l'illusione della separazione dal "Tutto".
Una struttura universale della psiche. Cristianesimo, Taoismo, Buddismo e Induismo hanno in comune il concetto di una struttura profondissima della psiche umana che la psicologia moderna di Jung ha identificato con l'inconscio collettivo e gli archetipi.
In definitiva, cristianesimo (gnostico) e taoismo, insieme ad altre fedi che provengono dall’oriente, hanno una medesima radice sapienziale che vede la vita non come un insieme di dogmi, ma come un'esperienza diretta di integrazione con la realtà totale.

mercoledì 15 aprile 2026

Il fondo originario

(Panteon vedico. Foto dal web)
Esiste un fondo originario alla base di ogni fede e religione. Un fondo che è la presenza di Dio, con qualunque nome lo si voglia chiamare. Dio che forma e informa ogni nostro bisogno di lui: il ‘luogo’ di Dio, Dio stesso.
Da questo fondo originario l’uomo ha da sempre attinto ciò di cui ha bisogno per placare la sua sete di trascendenza, il suo anelito ad una libertà assoluta.
Nel momento in cui l’uomo ha trovato questa sorgente, l’ha assimilata con i propri canoni culturali e sociali, facendone una fede espressa in una religione.
Per questo motivo ogni fede e ogni religione hanno ragione d’esistere. Ma non hanno alcun motivo di impadronirsi di quel fondo originario, proclamando che il loro modo di esprimerlo (i loro riti, le loro scritture...) è l’unico, il definitivo, il perfetto.
Per questo motivo, ancora, il più grande traviamento ed errore di ogni fede e religione è il suo volersi proclamare unica e indefettibile e, ancor più, il pretendere di convertire alle proprie idee credenti di altre fedi e di altre religioni.
A ragione Krishnamurti disse: “Nel momento in cui segui qualcuno, smetti di seguire la verità”. E un maestro zen insegnò: “Se incontri il Buddha per la strada, uccidilo!”. L’induismo, poi, non ha un solo libro sacro o un unico profeta…
La verità sta solo ed esclusivamente in quel fondo originario, ed è la verità che ci “farà liberi”, non le parole di chi la propone o il modo il cui la celebriamo.

martedì 17 marzo 2026

Dio ha ricreato nell’uomo il paradiso dell’Eden.

"Santa Caterina da Siena scambia il suo cuore con Cristo",

Giovanni di Paolo (1398-1482)

"Un fiume usciva da Eden per irrigare il giardino, e di là si divideva in quattro bracci. Il nome del
primo è Pison, ed è quello che circonda tutto il paese di Avila, dove c'è l'oro; e l'oro di quel paese è puro; qui si trovano pure il bdellio e l'ònice. Il nome del secondo fiume è Ghion, ed è quello che circonda tutto il paese di Cus. Il nome del terzo fiume è Chiddechel, ed è quello che scorre a oriente dell'Assiria. Il quarto fiume è l'Eufrate."(
Gen 2, 10-14)
C’è un luogo, nel nostro corpo, in cui Dio ci mostra il paradiso dell’Eden.
Nel testo della Genesi i quattro fiumi che scaturiscono dall'Eden simboleggiano la fonte della vita, della fertilità e della benedizione divina che si diffonde nel mondo. Il Pison, il Ghion, il Chiddechel e l’Eufrate lambiscono quella terra e la rendono la migliore possibile al mondo, tanto da farla il giardino in cui Dio pone l’uomo dopo la creazione. Egli da’ alla sua creatura, in quel posto, tutto ciò di cui può avere bisogno e, soprattutto, diventa il posto in cui la creatura lo può incontrare ogni volta che vuole, poiché è lì che Dio passeggia (Gen 3,8).
Parimenti, Dio, ha posto nell’uomo un luogo dove, fisicamente, ha ricreato quel giardino: il cuore.
Ci sono infatti quattro vene che dai polmoni arrivano al cuore e lo irrorano di sangue ossigenato, puro, buono, così come quattro sono i fiumi che bagnavano, purificavano e fertilizzavano il giardino dell’Eden.
"Come in alto, così in basso", insegna la tradizione ermetica di Trismegisto: c’è corrispondenza tra macrocosmo e microcosmo. Il mondo superiore (spirituale, universale) si riflette in quello inferiore (materiale, individuale): le stesse regole governano ogni livello dell'esistenza.
Il nostro cuore, nella tradizione spirituale, è l'organo dove si svolge la lotta contro le passioni e dove l'uomo incontra Dio attraverso la purificazione interiore.
Ogni pratica di meditazione, con cui l’uomo si centra in se stesso, vive ogni attimo come l’unico al mondo, si unisce all’attimo eterno di Dio, parte dalla respirazione. Seguendo il ritmo del respiro, il corpo e la mente cominciano a danzare all’unisono con la musica dell’universo.
E, fisicamente, ogni respiro porta ai polmoni ossigeno puro che serve a purificare il sangue che andrà poi fino al cuore. E dal cuore a tutto il corpo, per una rigenerazione continua.
Dio ci parla nella natura, e nel cuore ci ha voluto dare una delle lezioni più belle.

Sul Congregazionalismo

(immagine dello stemma delle CCPI) Penso che la forma migliore, più ‘democratica’ e semplice di struttura di una comunità cristiana sia quel...