“Il mondo della verità”: è così che i nostri anziani chiama(va)no l'aldilà. Il mondo 
(foto dal web)
che noi viviamo ora, volevano dire forse senza neanche saperlo, è quello della bugia, quello velato, non percettibile nella sua completezza e chiarezza e, soprattutto, specchio deformante della realtà.
Bisogna avere il coraggio di toglierci dalla mente che ciò che vediamo e tocchiamo possa avere una vera influenza su di noi e la nostra vita. È come noi lo percepiamo, come ce ne facciamo coinvolgere, che fa la differenza; lo diceva Seneca, lo dice la moderna psicologia. Fino a che crediamo di poterci evolvere spiritualmente vivendo immersi nella quotidianità e non nella sua essenza e verità, siamo fuori strada.
“Esiliarsi dal mondo
per guardarlo dall’alto,
come l’anima guarda il corpo
che ha lasciato
su un letto d’ospedale.”
Vivere fuori dalla realtà non significa estraniarsi da essa, ma guardarla dal giusto punto di vista.
Gesù diceva: “voi siete nel mondo, ma non del mondo”. Egli era consapevole del fatto che spetta all’anima compiere quel cammino che la rende cosciente di come “il principe di questo mondo” “va in giro cercando chi divorare”; di come, cioè allontana l’uomo dalla via della verità e del riconoscimento dell’anima delle cose.
Una vera comunicazione, piena e completa, è possibile solo attraverso segni e simboli, quindi attraverso l'arte: la musica, la scrittura, la pittura.
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