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| (foto dal web) |
comprendere fenomeni che hanno la propria realtà in stati della materia e della coscienza diversi da quelli in cui viviamo.
Il nostro stato corporeo non può cogliere la relatività, parzialità, della nostra manifestazione attuale, dello spazio e del tempo in cui “ci muoviamo e siamo”, che è diverso da quello in cui ci muoveremmo e fossimo se vivessimo già coscientemente in Dio (At 17, 27-28).
Non potremmo mai comprendere un fenomeno mistico (un fenomeno, cioè, che ci avvicina alla realtà) se lo guardiamo con gli occhi della mente umana.
Per questo chiamiamo “miracoli”, ad esempio, l’andare indietro nel tempo; il mettersi in contatto con anime passate ad un altro stato di vita; il vincere la materia con le guarigioni del corpo dalla malattia; ecc. ecc. .
Per questo noi consideriamo “miracoli”, o al contrario (a secondo dei punti di vista), cialtroneria, il parlare in lingue e l’esperienza del battesimo dello Spirito dei fedeli pentecostali.
Sono "miracoli" per chi non crede; realtà per chi crede.
Sono “miracoli” quelli che noi giudichiamo restando in questo stato parziale di coscienza della realtà, ma non esistono (o meglio: non sono "miracoli") nello stato di coscienza piena dell’anima.

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